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– Ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa. – (Vitaliano Brancati)

by Deborah on novembre 20th 2014, nella categoria Cambiamenti, Crescita Personale

Nella vita capita spesso di attraversare momenti difficili, viviamo esperienze che ci segnano, nel bene o nel male; da queste spesso traiamo conclusioni rispetto al nostro modo di essere o di agire, e una volta superate ci sentiamo cambiati. Se questi eventi sono particolarmente dolorosi facciamo più fatica a superarli, ognuno metterà in moto meccanismi più o meno funzionali, utilizzerà risorse più o meno efficaci per smettere di soffrire. Al giorno d’oggi poi, in particolare nel mondo occidentale, la sofferenza è vista come qualcosa da fuggire, un male da evitare, prendiamo medicine al minimo sintomo per evitare di stare male, per non entrare in contatto col dolore; in realtà il dolore, che sia fisico o psicologico, non è altro che un modo che il nostro corpo usa per comunicare con noi, è un segnale che ci allerta che qualcosa non funziona, nel nostro modo di vivere, o in una particolare situazione. Invece di mettere a tacere questo segnale, sarebbe bene sintonizzarsi su di esso, vivere la sofferenza fino in fondo, entrarne in contatto perché proprio vivendo nel dolore che una persona può maturare, interrogandosi sul perché di quella situazione ha modo di darsi delle risposte che le permetteranno di crescere. Chi non si concede questa possibilità finirà per incolpare gli altri delle sue sventure, cercherà all’esterno la causa dei suoi mali, non si assumerà la responsabilità delle proprio azioni e non si darà quindi la possibilità di crescere.

Dobbiamo ricordarci che non esiste il tempo sprecato, per ogni esperienza vissuta c’è sempre da imparare.

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